Internamento
La sezione “Internamento” raccoglie i documenti relativi ai comuni e ai campi di internamento marchigiani. Negli anni tra il 1938 e il 1940 il regime fascista predispose, con una serie di leggi e circolari, l’internamento degli ebrei “stranieri”, categoria in cui rientravano sia stranieri trasferitisi in Italia, sia coloro che, seppure italiani, avevano perso la cittadinanza a seguito dell’emanazione delle leggi razziali.
L’internamento poteva avvenire in due modalità: la reclusione in un campo o la dimora in un comune, appositamente scelto per le sue caratteristiche per garantire l’isolamento (distanza dalle vie di comunicazioni principali, poco popolato). Nel caso di “internamento libero” in un comune, l’internato aveva l’obbligo di dimorare entro un certo perimetro, i cui confini erano specificatamente individuati con atto del Podestà.